Raimondo, la nostra mascotte

Raimondo, la nostra mascotte

Entrando nel foyer del Teatro De Rossi, gli spettatori si imbattono in una enigmatica figura, che sembra osservare ognuno con estrema attenzione. Si tratta di Raimondo, mascotte del De Rossi dal 2005, un manichino al quale manca soltanto la parola.

 

Talvolta gli attori, attraversando in fretta il foyer in penombra per andare alle prove, hanno un sussulto nel cogliere con la coda dell’occhio questa figura immobile. Poi riconoscono Raimondo e lo salutano cordialmente oppure lo maledicono per la paura che ha fatto loro provare, a seconda dello stato d’animo del momento.

 

La storia di Raimondo è appunto iniziata nel 2005, quando la Compagnia Merry Del Val di Trastevere, diretta da Armando Mecozzi, trovatasi improvvisamente senza teatro, fermo per ristrutturazione, chiese ospitalità al De Rossi. Ottenutala, volle ringraziare col dono di un bel costume da sediario del Papa.

 

Il nostro direttore decise di metterlo in bella mostra rivestendo un manichino acquistato per l’occasione a Porta Portese. In verità il manichino era privo di un braccio, ma a questo si rimediò applicando un braccio residuo di altro manichino. Si è persa ormai la memoria del perché per il personaggio si scegliesse il nome di Raimondo. La leggenda vuole che per una volta sola abbia parlato declinando le proprie generalità.

 

Una vecchia foto di archivio lo ritrae nella solenne veste da sediario. Un paio d’anni fa però all’improvviso Raimondo ha deciso di vestirsi in modo meno serioso. Ecco a voi la nostra mascotte con un look decisamente più vivace e giovanile.

 

Ma le trasformazioni di Raimondo non sono certamente finite. Non

appena deciderà di cambiar di abito un’altra volta, voi gentili

spettatori sarete i primi a saperlo.